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MyrrdinWilt

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 257 Registrato dal: 23 Dec 2007
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La prima occasione
Aspettavo, immobile, sul bordo del marciapiede. Spingevo le punte in avanti, in un precario gioco d’equilibrio con i tacchi, che, indietreggiando, sprofondavano nella terra dell’aiuola. Stavo dritta con le braccia conserte ad abbracciarmi il corpo. Le nocche sbiancate dalla pressione. Avevo freddo ed ero irrigidita dalla noia dell’attesa. Il vento e le emozioni mi arrossavano il viso e rendevano lucido lo sguardo. Pareva avessi la febbre. Forse le braccia allacciate avevano come scopo proprio quello, evitare al cuore di schizzare via dal petto. La gente mi passava vicino e gli uomini mi guardavano con curiosità e con sostenuta malizia. Sembravo in attesa. Ero in attesa. Gli occhiali, appuntati sulla testa per trattenere i lunghi capelli lontano dal viso, non proteggevano i miei occhi da quelli indiscreti dei passanti. Potevo udire i pensieri di qualcuno, tanto erano audaci… Tenevo la testa alta, apparentemente impassibile ad ogni sollecitazione esterna. Indossavo un trench di nappa nera, non aderente ma che seguiva morbidamente le linee del corpo. Era chiuso interamente da una zip nascosta con doppia via, cioè si poteva aprire indifferentemente dal basso verso l’alto o viceversa. Portavo calze nere velate e stivali al ginocchio, e proprio le ginocchia erano l’unica porzione del mio corpo visibile oltre al viso. Tenevo la bocca ostinatamente chiusa. I denti fremevano dalla necessità di battersi per l’aria gelida, ma io volevo trattenere un’aria composta, seria…severa. Ogni tanto una mano si levava ad asciugare l’angolo degli occhi, che gocciolava per l’intenso freddo. Quando ti avvicinasti a me ero così in preda a vaneggiamenti solitari, che stentai a riconoscerti. Morbidamente, la bocca si distese in un caldo sorriso e gli occhi si prosciugarono al calore dei tuoi. Ci eravamo incontrati in un parcheggio vicino alla fiera di Bologna e il buonsenso ci avrebbe condotti a passeggiare tra i padiglioni, ma l’istinto ci portò a sedere nella tua auto, al riparo dal gelo ma non al sicuro da te. Ero salita imbambolata e mi ci volle un po’ di tempo per tornare serena. D’altro canto, tu non facevi nessun tentativo per avvicinarti o alcuna parola che poteva parere tendenziosa. Ti limitavi a sorridermi compiaciuto e vagamente intenerito. Spingevo col fianco contro la portiera, sicura che potesse aprirmi il varco alla fuga da te… ma stranamente non ne avevo nessuna voglia di fuggire. Mi trovavo a stare bene in tua compagnia e a scoprire di averla da sempre desiderata. Le gocce di pioggia cantilenavano la propria caduta sul vetro e il tempo si rabbuiò all’improvviso. Pareva notte. Ricordo che aspettai i lampi, le saette, ma non si udì, né vide nulla , eccetto il suono suadente della pioggia e il suo zampillare nella caduta. Desideravo tantissimo sentire la tua voce, ma non era tua intenzione parlare… Volevo dire io qualcosa, ma la mia mente era sterile di chiacchiere prudenti ma inutili… La tua mano… Sento ancora adesso la pressione della tua mano sul mio ginocchio. Una pressione lieve, carezzevole, rassicurante. Io guardavo la tua mano come se la vedessi emergere da lontano, da luoghi remoti e fosse dissociata da te, seduto accanto a me… Non riuscivo nemmeno a girare il viso e incontrarti nei tuoi occhi, tanto temevo che la mano sparisse… “Cucciolo…” Neanche il suono della tua voce distolse la testarda visione della tua mano su di me. Ho sentito il peso del tuo corpo spostarsi verso di me… Ho avvertito il tuo odore farsi nettamente strada nelle mie narici… Ho inteso il tuo proposito di riempire di te lo spazio che mi circondava… Il cuore era un tumulto di battiti convulsi, disarmonici… La mente assalita da una ridda di pensieri contrastanti, che andavano l’uno incontro all’altro, ma che poi si allontanavano al momento dell’incontro, restando nella stessa solitudine di quand’erano comparsi… Le tue dita scivolavano sul nylon della calza e non sembravano impazienti di percorrerla tutta… ma si muovevano morbide e persuasive. Dovevo cederti? O dovevo fermare l’incalzare del tuo desiderio che sentivo premere contro la mia coscia? Può una donna assennata cedere alle voglie di un uomo sentito solo al telefono, letto in una chat? Ma quando una donna diventa “perduta”? Quando si lascia andare ai suoi desideri o quando li reprime fino a ferirsi intimamente? Sarebbe bastato chiudere gli occhi, respirare nella tua bocca, lasciarmi possedere dalla tua voglia di me, chiamare il tuo nome come avevo fatto tante volte nelle notti passate nella malinconia della tua assenza…. Un mugolio di sorpresa distolse i miei pensieri dalla tua mano… Mi voltai a guardarti. I tuoi occhi si riempirono di un languore che affondò la mia resistenza… La tua mano, nella sua inarrestabile ascesa, era arrivata sulla soglia e rimase sorpresa nel sentire la tenera carne umida e spoglia… Sotto il soprabito non indossavo che il reggicalze. La tua sorpresa fu tale che ti vidi impietrito.. confuso… finchè l’intenso piacere che si distribuì nel tuo corpo ti obliò la mente e l’unico pensiero fu di impossessarti di me…. Ho visto la mano ,forzatamente ferma e controllata, far scivolare la cerniera verso l’alto, mentre le cosce appena velate dalla calza si mostravano incerte ai tuoi occhi. Accarezzasti le stringhe del reggicalze.. Lo sentivo dalla pressione delle tue dita, perché i miei occhi , ora, erano fissi nei tuoi… ogni loro battito era un battito del mio cuore… Le tue mani mi toccavano sicure e un po’ febbrili nella ricerca dell’intima porta e io sussultavo di desiderio, voglia, languore, freddo e passione… Quando le tue dita arrivarono alla loro meta, sentì il caldo invadermi tutta e il tremore salirmi alle labbra per l’intensa voglia di essere baciata… I tuoi denti mi mordicchiavano le labbra ed io sentivo l’odore del tuo respiro dalle tue narici e sentivo il petto tendersi, inturgidirsi nella smania di essere accarezzato e violato… Senza un lamento nascosi il viso nell’incavo del tuo collo, mentre l’ondata di piacere tornava a scuotermi il ventre.. Poi mi hai baciata. Quanto tempo la tua mano mi ha accarezzato il viso… ne ha scoperto le linee, ha lasciato le sue impronte sulla sua pelle prima di posare le labbra sulla mia bocca? Quanto tempo i tuoi occhi hanno sedotto i miei prima di rapire la mia ragione in te? Quanto tempo c’è voluto perché le tue labbra assorbissero il mio sapore e si sentissero esauste? Le mie mani ti stringevano come se volessero farti penetrare nel mio corpo, come se la mia pelle potesse fondersi e rivestirsi interamente della tua…Le tue mani accolsero i miei seni che si spingevano così intensamente contro il tuo petto da volerlo bucare. Le punte sussultarono quando vennero schiacciate tra le tue dita e la schiena s’inarcò nell’intenso desiderio di porgerti tutto… Il mio corpo nudo si stringeva ai tuoi abiti e si allacciava al tuo corpo senza ansie che quella di appartenergli… La mia mano trovò la tua voglia, e senza invito alcuno, la mia bocca si sfamò di lei.. Le mie labbra strisciavano contro di essa come a volersi bruciare nell’intensa abrasione e la lingua tutta l’avvolgeva.. tutta la tendeva…tutta la raccoglieva… Le labbra rischiarate dal tuo piacere affondarono nella tua bocca, dove trovai ancora un intenso desiderio infiammarsi… Il soprabito, come una mantella, mi proteggeva le spalle, mentre lo scostavo per salirti sopra e lasciarmi vincere da te….Mi sentì rapita, piena, fragile, compresa… La mia passione eri tu ed io ti appartenevo.
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quando si spegneranno le stelle, avrò cessato di amarti...
...un bacio sul collo... |
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.:: INTERESSANTE IN RETE ::.
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MyrrdinWilt

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 257 Registrato dal: 23 Dec 2007
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Diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse:"Beh,a dire il vero...il tuo cuore è molto meno bello del mio". Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla e del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!" disse:"Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime. " è vero! ", ammise il vecchio. " Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore; ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel' ho dato, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato. Ciascuno mi ricorda l' amore che ho condiviso, altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto, questo ti spiega le voragini.
Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone...e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro.
Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?" Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e glielo offrì con le mani che tremavano.
Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava più meraviglioso che mai perchè l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
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quando si spegneranno le stelle, avrò cessato di amarti...
...un bacio sul collo... |
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Cow-girl

 .: Utente :.
   
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 3769 Registrato dal: 25 Mar 2007
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hai sempre delle belle storie, ma le scrivi tu?
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Ho scoperto il segreto dell'oceano meditando su una goccia di rugiada.
C'è chi pensa che io ammicchi verso di lui, non capendo che socchiudo gli occhi per evitare di vederlo.
La divisione che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.. |
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MyrrdinWilt

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 257 Registrato dal: 23 Dec 2007
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| Cow-girl ha scritto: | | hai sempre delle belle storie, ma le scrivi tu? |
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si. è tutta farina del mio sacco...o se vuoi...stralci della mia vita..
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quando si spegneranno le stelle, avrò cessato di amarti...
...un bacio sul collo... |
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MyrrdinWilt

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 257 Registrato dal: 23 Dec 2007
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Siamo noi, siamo il popolo della notte, perché tenebra siamo…
Ci muoviamo al calar del sole, quando il resto del mondo abbandona la strada, noi si comincia il lento peregrinare dell’anima, alla ricerca di quella serenità, di quella gioia di vivere che altrove non sappiamo trovare.
Qui, vestiti del buio della notte, respirando l’aroma delle stelle, illuminati dai raggi della luna, qui, si muovono i passi incerti di chi, più solo di quanto non sappia, trova la via alla luce.
Non parlo di mostri, lupi o vampiri, parlo di un cerchio di Persone, di una filosofia di vita, a volte nata per necessità…
Dolore, vergogna, fuga, insicurezza…certezza!
La certezza di trovare i propri simili;
forte di questo, il popolo della notte allunga il suo pensiero verso quell’ universo di emozioni che solo lui può dare e raccogliere, che solo lui può intercettare, condividere, scambiare, assimilare.
In quanti ci troviamo…
Quante volte ci siamo trovati…
Forse questa misteriosa atmosfera che ci istiga alla tenerezza più intima, forse questo buio che ci protegge, che nasconde le nostre imperfezioni, forse il fresco del respiro ci porta a trovare un mondo diverso, che non fa paura: so che ci sei!
vuotare una grossa coppa di nero sonno…in un fiato, sino all’ultima goccia…
Qui, nascosto nell’ombra del silenzio, dove lo specchio non riflette la tua contorta immagine, trovi la forza di fare il passo decisivo: ma per ricominciare, devi farlo da dove hai lasciato….
Il tempo è quello giusto…
?questo il motivo per cui sei qui?
Si.
In questa città, notturna, non tetra: buia; non nemica: compagna, mi nutro del silenzio che mi resta, mi nutro della pace che lascia a coloro che vi si avventurano:
siamo tenebra, non la temiamo, la viviamo, la trasformiamo in luce per coloro che arriveranno dopo.
Non avere timore…il popolo delle tenebre protegge la notte dagli incubi, protegge i sogni dal freddo, e….
Volge lo sguardo al firmamento;
le tue Stelle ci sono sempre…e sempre saranno…
Myrr
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Cow-girl

 .: Utente :.
   
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 3769 Registrato dal: 25 Mar 2007
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estasiata....
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Ho scoperto il segreto dell'oceano meditando su una goccia di rugiada.
C'è chi pensa che io ammicchi verso di lui, non capendo che socchiudo gli occhi per evitare di vederlo.
La divisione che separa il saggio dal folle è più sottile della tela del ragno.. |
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MyrrdinWilt

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 257 Registrato dal: 23 Dec 2007
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