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Zorinik

.:: Scritto il 03 Jul 2009, 0:08:44 ::.

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Mio vecchio racconto...
Avevo scritto questa storia mesi fa, i primi 3 capitoli; ora ne ho recentemente scritto un quarto e spero di continuarla...

in sostanza rappresenta la mia vita in una grande metafora, con ogni personaggio rappresentante un aspetto della mia vita...
posto il primo capitolo, se vi piace posto gli altri Smile

(precisazione: se non ci capite molto non preoccupatevi, la storia è pensata per essere in capitoli e spiegarsi poco a poco ^^ qualcosa dovreste capirla cmq xD)


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«Quindi... davvero te ne vai?»
André alzò lo sguardo: «Sì, mi spiace, ma sento sia giusto così.»
«Proprio nessun ripensamento?»
«No, ormai ci ho riflettuto per bene. Mi è stato utile tutto questo tempo qui, ho imparato molte cose. Ma è ora di cambiare.»
«Capisco... spero tu possa trovare la tua via allora.»
«Già... lo spero anch'io.» mentre diceva così, scorse allontanarsi dalla bottega lo strano ragazzo che aveva visto a volte al limitare della foresta «Che ci fa lui qui? E soprattutto chi è? Quel tipo non mi ispira.»
«E' già venuto un paio di volte in passato, ha acquistato un paio dei miei passatempi; e paga anche bene.»
«Sarà... ma in ogni caso mi fa uno strano effetto...» vi fu un attimo di silenzio «comunque, è giunta l'ora di andare. Quest'avventura finisce qui. Sicuramente saprai andare ugualmente avanti, con o senza di me.»
«Beh, dai, non farla tragica. Non è mica un addio. Passerai a trovarmi no?»
«Certo, naturalmente.»
«Bene, ci vediamo allora. In bocca al lupo.»
«Sì, ci vediamo; ciao Karl.»
André uscì dalla bottega e s'incamminò pensieroso per le vie del villaggio «Bene, un peso in meno. Questa vita stava diventando troppo assilante. Bella per quanto possa essere, non avevo più il tempo di fare nulla, quella bottega era diventata la mia casa. Già.... meglio così.... molto meglio...»

Era un giovane sui 16 anni, senza un particolare look distintivo, capelli e occhi castani. Aveva gli occhi spenti, in cerca di qualcosa di grande che gli mancava, e ciò lo faceva sentire vuoto.
Il villaggio in cui abitava era molto piccolo, al limitare di una grande foresta, isolato dal resto del mondo. Gli abitanti vivevano da loro e non avevano bisogno dei ritrovati del mondo esterno per sopravvivere. Ogni tanto qualcuno osava avventurarsi nelle città "civilizzate" e tornava raccontando tutto ciò di cui veniva a conoscenza. Karl si era anche portato dietro una ragazza che ora è sua moglie, ma è stato l'unico caso in cui qualcuno dall'esterno ha voluto venire ad abitare in questo villaggio, peraltro sconosciuto ai più.

Mentre André era assolto nei suoi pensieri, incrociò la strada dell'anziano Joel, che lo guardò negli occhi dicendogli «Hai fatto bene, figliolo, è giusto che sia così. Ora lascia che le cose vadano come devono andare.»
«Maestro» André s'inchinò con riverenza «Grazie, lo terrò a mente.»
Joel gli fece un cenno di assenso, poi si voltò e proseguì per la sua via. Era considerato "il saggio" del villaggio; vi abitava da tempi immemorabili, quasi nessuno conosceva con esattezza la sua età, anche se non dimostrava avere più di 60 anni. I capelli brizzolati, come anche la barba, e lo sguardo penetrante lo contraddistinguevano in modo inconfondibile. La sua saggezza era immensa, molto più di quanto sia normalmente concesso a un comune essere umano, e per tale motivo chiunque chiedeva consiglio a lui per problemi e questioni complicate. E lui non sbagliava mai.

«Cosa farò ora? "Lascia che le cose vadano come devono andare."... che deve succedere ancora...» fra questi pensieri, André tornò a casa e si distese sul letto con lo sguardo perso nel vuoto «Cosa mi riserva ancora il futuro?»

(Modificato 2 volta/e, ultima modifica il 04/07/2009, 23:55)

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Zorinik

.:: Scritto il 04 Jul 2009, 23:54:17 ::.

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Proprio nessun commento? Neutral vabè, magari si capiva poco, provo a riscattarmi xD
Posto il secondo capitolo, che come il primo è focalizzato più sulla presentazione dei personaggi. Se non riscuote attenzioni manco così ci rinuncio xD


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Un mormorio continuo di voci giunse alle orecchie di André.
«Devo essermi appisolato...»
La rossa luce del sole al tramonto entrava dalla finestrella avvolgendo ogni oggetto nella stanza «E' il tramonto... ma quanto ho dormito...»
Si alzò, ancora un po' stordito, e uscì fuori con l'intento di fare 4 passi per svegliarsi meglio. Nel gradino di fianco all'ingresso sedevano Jasmine e Nadia.
«Buongiorno!» esclamò ironicamente Nadia.
Era la sorella di André, di poco più piccola di lui; snella in fisico e con anch'essa occhi e capelli castani. Ricci quest'ultimi.
«Eh, ecco le colpevoli che mi hanno svegliato. Oh, ciao Jasmine.»
«Non so, dimmi te, volevi dormire fino a mezzanotte?»
«Ciao André» rispose intanto Jasmine sorridendo.
Era un'amica dei due, figlia del capo villaggio; lunghi capelli neri e occhi verdi.
«A cuccia cara» André stuzzicava Nadia; stese la mano cercando di accarezzarla ironicamente, ma lei con uno scatto del braccio la allontanò «E non toccarmi!»
Vi fu un'occhiata gelida per un attimo fra i due. «La solita... allora, contro chi mormoravate?»
«Non sono fatti tuoi.»
«Stessi zitta un attimo...»
Jasmine nel frattempo si alzò: «Eh eh, ragazzi dai, vi lascio ai vostri battibecchi, io devo tornare a casa»
«Ecco vedi, l'hai fatta scappare»
«Ma no dai, è che ho da fare a casa»
«Ah ok, al solito»
«E già. Ci sentiamo, ciaoo»
Entrambi all'unisono: «Ciao Jasmine»
Questa si girò e s'incamminò per la sua via. La sua casa era un po' distante dal villaggio, dopo svariati terreni che gli abitanti coltivavano per vivere, nella residenza di Samuel, suo padre.
André resto a guardarla allontanare per qualche istante.

«Ehi, André.... André? Toc toc!»
«Eh? Sì? Cosa?»
«Ri-buongiorno!» ironizzò; gli indicò poi in lontananza la bottega di Karl: «Dai un'occhiata laggiù. Chi è quello?»
André focalizzò meglio la figura con cui chiacchierava Karl. Era nuovamente lo stesso ragazzo visto prima.
«Non ne ho idea. So solo di averlo visto a volte ai confini della foresta; e che di tanto in tanto compra qualcosa da Karl. Non mi ispira tanta simpatia...»
«Già... è molto... come dire... strano!»
«Mah...» André scrollò la testa: «Non so... e non mi riguarda... voglio sperare...» si voltò e tornò in casa.

(Modificato 3 volta/e, ultima modifica il 10/07/2009, 12:49)

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kikki55

.:: Scritto il 05 Jul 2009, 12:35:15 ::.

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mi piace carino ^^

"Io non so se mai si avverer� uno di quei sogni che uno fa come questo che non riesco a togliere dal cuore da quando c'�"



         
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Zorinik

.:: Scritto il 10 Jul 2009, 12:48:57 ::.

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Ah bene, non è stato proprio un buco nell'acqua a quanto pare Razz
Posto altri due capitoli allora ^^


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Si fece sera. Tutti nel villaggio (una quarantina di abitanti in tutto) stavavano cenando attorno a un focolare, come era loro consuetudine fare nelle serate estive.
André e Nadia parlavano fra loro dello strano tipo visto oggi con Karl.
Samuel, il capo villaggio, a poca distanza da loro, afferrò qualche parola del discorso, e si rivolse ai due: «Avete incontrato uno degli abitanti della foresta?» Tutti si voltarono verso di loro.
«No... no... non sembrava uno di loro...»
«Non sembrava uno di loro... chi?»
«No... nessuno... un ragazzo che ho visto oggi... nulla di ché...» con lo sguardò notò l'anziano Joel che lo fissava in silenzio
«Che ragazzo? E' entrato un estraneo nel villaggio?» continuò Samuel
«Samuel» lo interruppe Joel «Non agitarti. Nulla da preoccuparsi; ma non è ancora giunto il tempo»
Dopo una decina di secondi, Karl ruppe il silenzio che s'era venuto a creare: «Ma... esattamente... chi sono questi del "popolo della foresta"? E' tanto nominato ultimamente, ma cosa se ne sa?»
«Vedi, queste sono cose che si possono capire solo stando attenti a tutto ciò che riguarda il villaggio, caro il mio inventore.» fece un sospiro, poi si rivolse a tutti «Ma ciò nonostante, ascoltatemi tutti, voglio raccontarvi ciò che mi successe molti anni or sono.
Come molti sapete, solo 20 anni fa questo villaggio non esisteva; l'abbiamo tirato su Joel, io e pochissimi altri, che già conoscete. Ma a quanto pare, anche se noi tutti non eravamo ancora insieme, qualcosa ci ha sempre distinto dagli altri; l'appartenenza a questo villaggio l'abbiamo sempre avuta scritta nel sangue.
Già... ero seguito giorno e notte da una delle ombre; me ne accorsi solo dopo tanto, troppo tempo; coi loro soliti giochetti era riuscito a infiltrarsi a un livello profondo della mia mente, quasi mi controllava. Cercavo di rimanere tranquillo, ma dentro di me sapevo di non avere speranza.
Finché non incontrai Joel. E' riuscito in breve tempo a far fuggire quell'ombra, senza chiedere nulla in cambio; e non con la forza fisica, ma con una forza di spirito mai vista prima d'allora; quella che ormai tutti conosciamo. Abbiamo legato molto da allora; e il resto della storia lo conoscete bene.
Tutt'oggi gli abitanti della foresta, e le loro ombre, non si sono ancora arresi e cercano di distruggerci... senza aver loro fatto alcunché di male, fra l'altro. Se ne vedete uno STATENE ALLA LARGA, non potrà mai portarvi nulla di buono.
Per rispondere a Karl, sappiamo ben poco di chi siano e da dove vengano. Sappiamo solo che sono abilissimi guerrieri, abitano nella foresta e vogliono distruggere questo villaggio. E non guardano in faccia nessuno. NESSUNO.
E con la nostra sola forza non riusciremmo mai a fronteggiarli, solo grazie ai consigli di Joel possiamo dar loro testa. Quindi quando vi consiglia qualcosa, per quanto strana possa sembrare, ascoltatelo. Ne va del vostro bene.»
Joel aveva ascoltato attentamente ogni parola fissandolo in volto, e alla fine del discorso annuì compiaciuto: «Ed io aggiungo, miei cari, siate forti. Imparate a fronteggiare le avversità della vita. Difficilmente riuscirete ad affrontare le ombre con l'animo abbattuto. E presto torneranno all'assalto. Siate pronti dunque, e non lasciatevi cogliere alla sprovvista.»

(Modificato 1 volta/e, ultima modifica il 10/07/2009, 12:49)

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Zorinik

.:: Scritto il 10 Jul 2009, 12:50:21 ::.

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Ecco il quarto; il quinto arriverà a breve, working in progress

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Un tonfo improvviso svegliò André che sobbalzando aprì gli occhi di scatto.
Vedendo poi che tutto era tranquillo attorno a sé, si calmò.
Rimase assolto nei suoi pensieri per un paio di minuti... «Maledetti sogni...» si riguardò poi lentamente attorno; sembrava una notte diversa dalle altre, il silenzio che si percepiva era quasi surreale. Non riuscendo a prendere sonno in quelle condizioni, si alzò e uscì dalla sua piccola abitazione a fare due passi, nel tentativo di far svanire la tormenta di pensieri che imperversava nella sua mente. Percorse, quasi senza accorgersene, svariate centinaia di metri, avvicinandosi ai confini della foresta.
Un agghiacciante urlo pose bruscamente fine all'interminabile silenzio che v'era finora stato. Atri vi susseguirono in lontananza; sembravano provenire da un qualche lontano luogo all'interno della boscaglia. André s'avvicinò spinto dalla curiosità, ma ad un certo punto l'enorme sensazione di paura suscitata da quelle grida fu più forte, e tornò indietro accelerando il passo.
Arrivò correndo a casa sua e si sedette ansimante nel gradino che v'era di fronte; restò con lo sguardo perso nel vuoto per qualche istante, doveva riprendere fiato. Per lo meno, pensava, aveva allontanato i pensieri che lo tormentavano solo un paio di minuti prima. Ma continuava a provare una strana sensazione che lo rendeva irrequieto, sentiva mille occhi puntati su di lui.

Avanzò a passi lenti, guardandosi attorno ripetutamente, verso il centro della via.
«Chi va là?» si lasciò sfuggire udendo rumori di passi provenire dall'oscurità.
Nessuna risposta. L'unico rumore che si udiva in quegli istanti era il battito del suo cuore che accelerava sempre di più.
Girandosi di scatto gli si parò inanzi una sorta di spettro che lo fissava con aria gelida; sentì improvvisamente le forze venir meno e, con quelle che gli rimanevano, si girò e corse più velocemente che poté, per decine di metri, finché non ebbe più l'energia di andare avanti e si accasciò al suolo.
Lo spirito stava per avventarsi su di lui, ormai quasi privo di sensi, quando improvvisamente si bloccò e indietreggiò senza alcun apparente motivo.
André girò a fatica la testa, e vide dietro di lui Joel avanzare deciso con la mano puntata verso quell'essere, che era visivamente provato dalla sua sola presenza; al solo pronunciare della parola «Via!» da parte di Joel, con uno scatto fulmineo la creatura raggiunse la foresta e vi si addentrò in pochissimi secondi, sparendo nell'oscurità.
L'anziano si fermò a pochi passi da André «Alzati...»
André si alzò a fatica; «Gra... grazie...» fu l'unica parola che poté uscirgli dalle labbra.
«La notte è il loro regno. E tu sei anche andato pericolosamente vicino alla foresta. Non puoi scendere in battaglia senza avere con te la certezza di uscirne vittorioso.»
«O uscirne vivo, più che altro... chi era... o che cos'era... quel... quella cosa?»
«Era un'Ombra. Un guerriero del popolo della foresta. Riescono a controllare i pensieri, i sentimenti e le emozioni di chi offre loro il proprio animo.»
«Io... io non ho offerto nulla... non sapevo neanche chi fosse... o che mi stesse seguendo...»
«Se trovi una casa abbandonata e vuota, e vi entri, non è forse come fosse tua? Come ti fosse stata offerta? Vai a letto ora, e libera il tuo cuore, non potrai andare lontano nella tua vita se perseveri in questo stato d'animo.» e così dicendo si voltò e s'incamminò verso altre vie del paese.

André rimase a guardarlo attonito svanire nell'ombra, poi, con nella mente molti più pensieri di quando si era svegliato, meno di dieci minuti fa, iniziò anch'esso a camminare lentamente verso casa sua.
Da lontano scorse una sagoma uscire correndo dalla foresta, dirigendosi però in direzione opposta al villaggio; focalizzò meglio: era lo stesso ragazzo visto chiacchierare pomeriggio con Karl «Ma è una persecuzione? ...chi diamine sei anche tu?» mormorò fra sé e sé, mentre anche quella sagoma si perse nell'oscurità.

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kikki55

.:: Scritto il 11 Jul 2009, 10:43:32 ::.

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Wink nice

"Io non so se mai si avverer� uno di quei sogni che uno fa come questo che non riesco a togliere dal cuore da quando c'�"



         
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Zorinik

.:: Scritto il 23 Jul 2009, 16:02:41 ::.

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Quinto capitolo, ultimato ieri ^^

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Erano passate alcune settimane dall'agghiacciante incontro di quella notte, ma quella scena era ancora vivida nella mente di André; il suo pensiero volava spesso a quegli occhi gelidi che lo fissavano, e a questi stava pensando mentre camminava lentamente verso la bottega di Karl.
Scosse la testa «Basta, basta!» cercava in tutti i modi di toglierli dalla mente; tentò di distrarsi pensando ad altro.
Mentre lottava coi suoi stessi pensieri, arrivò all'ingresso della bottega:
«Ehylà, c'è nessuno?»
«Oh oh, chi è venuto a trovarci, André!»
«...trovarci?»
Scorse nell'altra stanza un ragazzo di spalle intento ad armeggiare con uno degli aggeggi di Karl; questo si girò brevemente, alzando gli occhi per guardarlo. Era lui. Il ragazzo della foresta. I loro sguardi si incrociarono per pochi secondi. Dopo che si rigirò André rimase attonito a guardarlo per un po'; si avvicinò poi a Karl, sussurandogli:
«È di nuovo qui? Chi è, che sta facendo?»
«Ma stai tranquillo stai... è innocuo; si chiama Gabriel, ora mi aiuta lui col lavoro.»
«Ti aiuta col lavoro??»
«Sì beh, ha insistito tanto. E poi avevo comunque bisogno di qualcuno; tu te n'eri andato.»
«Sì ma... lo vedi... sembra davvero parente degli abitanti della foresta... è... cupo...»
«Sì l'avevo intuito che non ti faceva troppa simpatia...» sospirò «...ma è un bravo ragazzo dopotutto.»
«Lo spero...»
André lo guardò per un'altra volta; era concentrato nell'incastrare una parte del congegno, mentre ogni tanto allungava la mano destra per prendere uno dei frutti da una scatola che aveva a fianco; frutti raccolti nella foresta; sembravano quasi pregiati all'occhio.
D'un tratto sembrò riuscire nell'intento di mettere assieme i pezzi; emise un sospiro liberatorio, poi si alzò, portandosi dietro la scatola; si avvicinò ad André e gliene offrì:
«Vuoi, fratello?»
André lo fissava immobile, come volesse cercare di entrare nella sua testa e capire chi fosse realmente.
«...sì... grazie...» stese la mano e ne prese un po'.
Gabriel, senza accennare a una qualsiasi altra espressione facciale diversa da quello sguardo di ghiaccio che sembrava avere scolpito, si voltò e si reincamminò per la sua postazione di lavoro.
André guardò stranizzato Karl, lì a fianco «Fratello?!?»
Karl alzò le spalle «Che vuoi farci...»
«Questa storia è assurda...» borbottò André accigliando, mentre si sedeva sulla più vicina sedia che aveva sott'occhio.
«Ma dai! Scusa perché te ne sei andato se ti dà tutto 'sto fastidio... ho bisogno di qualcuno qui, non ce la faccio da solo, e tu lo sai bene.»
«No non... non mi dà fastidio... credo... ma è tutto molto... strano, nella mia mente...»
«Ah beh... come dici tu... rilassati, pensa ad altro, ti riprendi...»
Ad André tornarono in mente gli occhi dell'Ombra dell'altra sera «No... non mi conviene...»
Continuò mormorando fra sé e sé «Anche se tutto sommato non so quale sguardo sia più agghiacciante fra quello dell'altra sera e quello di questo tipo qui...»
«Bah... Karl, io vado, mi son ricordato di avere alcune cose da sbrigare.»
«Ma come, di già?»
«Sì... sì, devo scappare, ci sentiamo...»
«Ok... ci vediamo allora...»
André s'incamminò per l'uscita; arrivato all'uscio si bloccò, e si fermò un'ultima volta a osservare Gabriel; il ragazzo alzò lo sguardo. Bastò un'occhiata fra i due. André si voltò nuovamente e uscì.

Mentre camminava, intento a cercare un posto solitario dove poter fare chiarezza nella sua mente, sentì da un angolo fra gli alberi provenire delle voci. Si fermò a osservare le figure che s'intravedevano fra le foglie.
Erano Samuel e Joel, impegnati in una delle loro solite discussioni.
«Il numero è ormai quasi completo, non conviene iniziare a preparare gli altri su ciò che ci aspetta?»
«I tempi si avvicinano, caro Samuel, è vero. Ma aspetta ancora un po'. C'è un tempo per ogni cosa. E ci sarà anche tempo per parlare agli altri della dinastia. Manca poco, ma non è oggi il giorno.»
André scosse la testa «No... ho già troppi pensieri... non voglio che mi becchino pure qui a origliare ciò che dicono...»
Si allontanò cercando ora di distogliere la mente anche da questa conversazione, anche se la sua innata curiosità lo portava sempre allo stesso pensiero ora (girando prima da tutti gli altri della giornata): «Dinastia? Numero completo? Ma che discorsi erano?»

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.:: Scritto il 23 Jul 2009, 18:58:41 ::.

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