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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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la collina dei maldestri nasce casualmente diversi anni fa in una calda notte estiva su LaD..
è uno di quei 3d che lentamente ti prendono la mano, nato da un bisogno passeggero, quello di trascorrere parte di una notte resa insonne dall'afa, è diventato in breve lo spazio in cui amo raccontarmi e raccontare, mischiando in molti casi fantasia e realtà..
tutto iniziò così..
Bello qua vero? Tutto questo verde, questi alberi frondosi sulle rive del ruscello che scende ridacchiando a valle, che chi vuol prendere il sole può sdraiarsi sulle rocce piatte delle sue sponde e chi preferisce rinfrescarsi all?ombra ha il verde tappeto erboso a disposizione.
La brezza mi stimola ricordi pigri di una vita maldestra, voci di bambini in un cortile recintato dai palazzi, odori di cucina dai balconi a pianterreno, i richiami delle madri che planano verso il basso come le rondini a caccia nell?aria afosa delle serate estive.
E il labirinto delle cantine buie, luogo privilegiato in cui nascondersi mentre uno conta
La sua voce lenta.. uno, due, tre.. poi sempre più veloce..
Afferro la mano di una bambina bionda, con una spruzzata di efelidi sotto ai birichini occhi verdi e fuggiamo nel buio, sempre più in profondità, fino alla sala delle caldaie dietro cui ci rannicchiamo tra l?odore grasso del gasolio.
Un po? la paura del buio, un po? l?ansia di essere trovati, un po? l?emozione di quei primi contatti timidi con l?altra metà del cielo.. abbiamo il cuore in gola, ci sussurriamo parole smozzicate, ci stringiamo l?uno all?altra in un?anticipazione di vita futura che ancora non ci appartiene
La sua mano stringe la mia.. tu hai mai baciato una ragazza (sic) mi chiede? tergiverso un po?, poi: no mai, le rispondo.
Nemmeno io.. proviamo? Tanto non lo saprà mai nessuno se tu non lo vai a raccontare..
Così nel buio avviciniamo i visi, le nostre labbra si sfiorano appena.. si allontanano.. ridacchiamo per coprire l?imbarazzo e il battere dei nostri cuori
Il bambino che ero fa il sostenuto.. mah.. non mi sembra poi quella gran cosa che dicono..
Forse dovremmo provare ancora.. insiste lei e la sua mano cerca la mia nuca..
Poi le luci esplodono, una voce infantile urla UN DUE TRE PER Mal. E C. DIETRO LA CALDAIA!!
Ci alziamo rossi e imbarazzati
Il ragazzino che ci ha trovati è di un anno o due più grande di noi.. ma.. cosa stavate facendo? domanda malizioso..
Niente, niente.. balbetto.. cosa vuoi che facessimo?
Lui ride e urla vi stavate BACIANDOOOOOO, si volta e corre fuori, sentiamo la sua voce continuare la cantilena a beneficio degli altri Mal. E C. SI BACIAVANO, Mal. E C. SI BACIAVANO IN CANTINAAAAA
La guardo e cerco qualcosa da dire.. faccio un passo verso di lei.. mi da uno spintone che mi fa barcollare.. inciampare.. cadere all?indietro.. scappa via.. rimango solo con l?impressione che sia successo qualcosa di terribile.. dalle cantine risalgo direttamente in casa.
per stasera non uscirò più.
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veramente sarei fuxia |
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.:: INTERESSANTE IN RETE ::.
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ninja

 .: Utente :.
 
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Perugia Messaggi: 1359 Registrato dal: 11 Nov 2003
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Grande Maldestro,
Quando puoi rimetti anche la storia
del missile intelligente (marzio)
Complimenti,sei forte
Oaicciao
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Se piangi e nessuno ti consola,
se ridi e nessuno se ne accorge,
se sei triste e nessuno ti rallegra.......
fai una scorreggia; ti noteranno tutti. |
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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nella nostra vita..
c'è una fontana..
gettiamo spesso monete oltre il bordo, le osserviamo cadere in acqua e scendere volteggiando verso il fondo..
seduti sul bordo, colpiti dagli spruzzi, le seguiamo nella loro lenta discesa, la prospettiva e la rifrazione ce le mostrano distorte e luccicanti, oppure svanire, per un fuggevole gioco di luce, in una frazione di secondo, per poi riapparire..
sono monete strane, ci basta affacciarci oltre il bordo e sono ancora tutte lì, qualcuna più luccicante, qualche altra annerita dal tempo..
sono monete strane, possono farci ridere o piangere..
le chiamiamo ricordi..
lei era bionda, di quel biondo interiore che non ha incertezze o insicurezze.. scorreva leggera attraverso i suoi giorni osservandoli con sguardo lampeggiante di verdi tentazioni, appena velato di malinconie lievi, accompagnata da una risata di gola, gorgogliante e distesa, ricca di promesse che ti stringono il cuore nella certezza che non sono per te, ma per qualcuno di là da venire..
lui era scuro di carnagione e di pensieri, sguardi lampeggianti d'ansia e un passo lungo con cui attraversava la vita e la strada mentre io e il rino lo osservavamo venire verso di noi..
il rino mi dava di gomito quando lo vedeva apparire nella chiazza buia del portone ed avviarsi incerto ed ostinato sul ciglio della strada, attraversarla e raggiungerci.. si fermava invariabilmente ad una distanza di sicurezza subito oltre la sfera degli spazi personali, non tanto per rispetto del nostro quanto per la paura che potessimo invadere il suo.. voltava la testa nervosamente a scrutare la via che si perdeva fra i palazzi anneriti dallo smog e tornava a contemplarci con quello sguardo furioso che raccontava tutta la rabbia per una sorte maligna ed impietosa..
io e il rino ci spostavamo facendogli spazio fra di noi sul muretto e lo aiutavamo a sedersi, lui accettava il nostro aiuto di malavoglia nell'impossibilità di fare altrimenti, lanciandoci sguardi storti di rancorosa gratitudine si rilassava appena, una volta seduto, colmo di una tensione interiore mai placata, le gambe storte ed inservibili penzoloni, le grucce appoggiate accanto a sè, oggetto di sguardi incattiviti e carezze amorevoli, unico veicolo per padroneggiare lo spazio altrimenti precluso dalle gambe praticamente inservibili..
era bello Marzio, profilo regolare e labbra piene, occhi espressivi e sorriso accattivante, le ragazze del quartiere sospiravano e lo seguivano con occhi adoranti, lanciandosi risatine e gomitate mentre lo osservavano passare col passo elastico di chi affronta il mondo con leggerezza..
l'incidente pose fine a tutto questo.. i mesi d'ospedale, le operazioni, la sofferenza, la speranza sempre mal riposta lo avevano ridotto alla larva di ciò che era un tempo.. il viso sempre bello e nobile era scavato dal dolore e dall'assenza di rassegnazione, le ombre si annidavano nei suoi occhi scavandogli l'animo giorno dopo giorno..
seduto sul muretto fra di noi osservava la strada aspettando e le labbra si curvavano in un'espressione amara di risentimento mai rassegnato quando la vedeva finalmente apparire..
lei era sempre bionda, sempre passava di lì tornando dal lavoro, con quel suo passo leggero e quegli sguardi carichi di promesse per qualcuno che verrà, o forse per qualcuno già presente che non era lui.. scivolava veloce sul marciapiede di fronte a noi senza guardarci e infilava il portone di fianco a quello da cui era uscito Marzio pochi minuti prima..
solo allora lui muoveva le labbra in una frase muta che non abbiamo mai compreso ma che faceva chiaramente parte di un rituale che lungi dall'essere esorcizzante lo legava sempre più ad una sofferenza stagnante e sempre viva, di molto superiore a quella delle ferite che solcavano il suo corpo magro..
L'incidente era avvenuto a febbraio, loro avrebbero dovuto sposarsi a maggio..
lei, poco più di una bambina coi suoi ventidue anni, non aveva retto al dolore, alle attese, alle angosce, lo aveva lasciato dopo un anno interminabile, con fermezza incrollabile, rifiutandogli anche la sua amicizia, negandogli per sempre anche solo un sorriso..
lo aiutavamo a scendere, a volte, e lo osservavamo rifare il percorso a ritroso verso casa, se avessimo sollevato lo sguardo avremmo colto quello di sua madre, piccola donna coraggiosa, che lo guardava dall'alto di un balcone aggrappato ad un quarto piano, quasi a dargli forza con lo sguardo..
fu da quello stesso balcone che si lanciò un giorno, a braccia spiegate in un estremo tentativo di volare, nell'impossibilità ormai accertata di tornare a camminare.. piombò come un missile andando ad esplodere sul tettuccio del 127sport del nuovo fidanzato della sua promessa sposa distruggendolo..
se fosse successo oggi l'avremmo certo definito un missile intelligente..
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veramente sarei fuxia |
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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e una cosa veloce.. per chiudere la serata..
dedicata alla mia unica lettrice.. rigorosamente anonima..
e camminando per i viottoli di quel paesino mediovale arroccato sulla cima della collina siamo giunti in uno dei tanti vicoli ciechi, solo un muretto ci divideva dal baratro e tu ti ci sei appoggiata di schiena e ancora una volta i nostri occhi si sono incontrati..
ho affondato il viso fra i tuoi capelli e siamo rimasti abbracciati a ridere sussurrando, le bocche a scaldare la pelle, le mani a cercare forme e morbidezze che lentamente diventavano familiari..
intorno a noi intanto calavano le ombre lunghe della sera, sempre più scure.. non so quanto siamo rimasti così, a scoprirci e a raccontarci, a scambiarci risate soffocate e sorrisi e poi sospiri e silenzi.. so che quando ho sollevato il viso verso l'alto il cielo era seminato a stelle e che quando te le ho indicate sorridendo, un po' stupito dalla sera che si faceva notte, hai alzato lo sguardo e il tuo sorriso gioioso mi ha colmato gli occhi e il cuore..
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veramente sarei fuxia |
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ninja

 .: Utente :.
 
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Perugia Messaggi: 1359 Registrato dal: 11 Nov 2003
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Grazie maldestro,
ti ho chiesto questa,
perche' mi ricorda di
chi non dovevo scordarmi !!!
Oaicciao
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Se piangi e nessuno ti consola,
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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a proposito di sguardi..
poca voglia di lavurà..
chiudiamo baracca e burattini alle cinque, casa, doccia, trombatina..
si esce che son le otto.. la doccia è stata veloce..
si va su a castagneto, nel borgo c'è la festa dell'arte, lo sappiamo bene, abbiamo fatto noi locandine e biglietti invito, siam bravi, mica cazzi, quasi come gli artisti che espongono, anzi meglio..
la festa dell'arte è in piazza, nel centro storico, ci son pittori, scultori, ritrattisti, di tutto un po', perfino mimi.. la tengo per mano trascinandola sulla mia scia, siamo curiosi, il bello ci piace, ci soffermiamo a qualche stand a salutare qualcuno che conosciamo, praticamente la maggior parte che modestamente son tutti clienti nostri..
mi fermo allo stand di una pittrice che non conosco mentre lei va avanti, ci sono alcune cose che mi incuriosiscono, inizio a sfogliare l'album fotografico con le vecchie opere.. vecchie, si fa per dire, l'autrice avrà si e no un trentacinque anni scarsi..
è anche carina, la osservo mentre mi si avvicina e inizia a spiegarmi tutto ciò che secondo lei devo sapere per gustarmi al meglio le sue opere, scosta una ciocca bionda dagli occhi mentre mi osserva di sotto in su e mi parla di periodi, di ricerche, di un mucchio di fregnacce nella speranza di rifilarmi un quadro.. io sorrido, continuo a sfogliare, ci son cose davvero carine, è brava, io di arte non ne capisco un cazzo ad esser sincero, se una cosa mi piace è bella altrimenti no, viaggio per input, sì-no bianco-nero.. adolescenziale, lo so, ma mi affido alle mie sensazioni immediate.. lei parla parla e io non l'ascolto per nulla, complice il rumore di fondo nella piazza.. continuo a sfogliare e ogni tanto le punto gli occhi addosso, annuisco come se capissi quello che mi dice, divido la mia attenzione fra le riproduzioni dei suoi quadri e le sue tette puntate verso di me..
non le comprerò mai un quadro ma potrei portarmela a letto anche subito.. lei probabilmente capisce.. cosa non dicono gli sguardi anche involontariamente.. mi si accosta di un infinitesimo e intanto alzando lo sguardo vedo LEI che torna indietro.. poso il catalogo, lascio l'autrice con un sorriso di rammarico appena accennato, afferro nuovamente la sua mano come un salvagente e mi rituffo fra la folla che assedia gli stands..
poi ci sediamo a tavolino in un locale ai bordi della piazza, sul palco stanno accordando gli strumenti, la cantante misura la voce.. ordiniamo e ci lasciamo intrappolare in una lunga discussione sul vino.. rosso sì, niente di speciale sì, non siamo palati eccessivamente fini, se è proprio uno schifo me ne accorgo perchè lo stomaco si ribella al primo sorso, l'importante è che sia discreto, che si lasci bere..
prendo un piatto di formaggi misti con miele e mostarda dolce.. il miele è di produzione propria, ottimo, faccio il bis sostituendo ai formaggi il lardo di colonnata su pane toscano abbrustolito.. accompagno il dolce con un bicchierino di idromiele, mi sento dolcissimo..
l'organizzatore di tutto l'ambaradan si ferma al nostro tavolo, beve un bicchiere con noi e prende un dolce e parla parla parla..
naturalmente non lo ascolto, la sera è fresca, l'aria frizzante, io ho la pancia piena ed un lieve accenno di sbronza che si amalgama piacevolmente alla canna fumata prima di uscire..
al tavolo accanto al nostro c'è una coppia, lei ha un top e minigonna rossi, la carnagione chiarissima, i capelli neri buttati indietro a sfiorarle le spalle.. il naso è dritto e regolare, gli occhi scuri e intensi, l'ovale ben disegnato, trent'anni circa.. naturalmente la guardo, naturalmente se ne accorge, la discrezione non è mai stata il mio forte..
la musica finalmente si alza e si fa strada fra la gente che assiepa la piazza, si espande fra i tavolini dei locali che la circondano avvolgendoci.. la cantante è accompagnata da due chitarristi, sono tutti bravi davvero, lei ha una voce calda e.. luminosa.. non so come altro definirla..
io continuo a cercare gli occhi della ragazza al tavolino accanto, lei gioca con i miei mentre parla con lui.. c'è un momento brevissimo in cui ci capiamo perfettamente, ne sono certo, è un dialogo muto, un messaggio condito da un lieve rammarico, sarebbe bello ma non sarà.. ci sono attimi che non si ripetono, promesse che non saranno mantenute.. o forse in un altro mondo, forse in un'altra vita..
più probabilmente mai..
la musica si abbassa e tace, la gente sciama lentamente, paghiamo, ci alziamo, ci allontaniamo tenendoci per mano attraverso i vicoli bui per tornare alla macchina.. il cielo sopra di noi è carico di stelle, perfetto..
almeno lui..
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veramente sarei fuxia |
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ninja

 .: Utente :.
 
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Perugia Messaggi: 1359 Registrato dal: 11 Nov 2003
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Grande come al solito ,maldestro !!!!!
Alla prossima uscita !!!
Oaicciao
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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rinnego, rinnego, rinnego tutto..
le donne la passione l'amore..
tutto cambia a velocità vertiginosa, la vita scorre e frulla gli avvenimenti attorno a noi..
rimaniamo attoniti ad osservare, spesso senza il tempo nè la forza nè la volontà di intervenire, di interagire, di raddrizzare la barra.. eppure è la nostra vita, cazzo..
è che non bisognerebbe mai voltarsi indietro..
è che non bisognerebbe mai lasciarsi incantare da nulla..
nemmeno da un film..
ieri notte mi son visto "se mi lasci ti cancello"
l'ho noleggiato e l'ho guardato e riguardato e poi guardato ancora, non riuscivo più a smettere..
un film fantastico.. la scena all'inizio, quella in cui lei lo abborda sul treno venendo via dalla spiaggia mi ha portato il ricordo di una giovane donna, una che alcune vite fa ha abbordato un giovane uomo, o forse un giovane cane, o forse un giovane lupo.. e l'ha addomesticato per un tratto di strada..
è che non bisognerebbe mai farsi cogliere impreparati dal destino..
chiudete gli occhi e immaginate la primavera, costruitela attorno a voi, arricchitela di colori e suoni, alberi in fiore, profumi dolci, voci di bimbi in una strada qualsiasi in una qualsiasi periferia cittadina, con i campi a stringere d'assedio palazzi grigi e sporchi, anonimi nella loro ridondante bruttezza..
il giovane randagio che ero si appoggia di natiche al muretto basso mentre aspetta il pulman che lo porterà in centro, annusa l'aria e se ne riempie i polmoni, sorride internamente alla promessa dolce e fresca di maggio, una promessa ancora sufficientemente nuova per lui, abbastanza da fargli cantare il cuore..
così mi sento in quel pomeriggio assolato di tanti anni fa, mentre scruto il rettilineo fino alla curva lontana qualche centinaio di metri da cui apparirà l'autobus che devo prendere.. un paio di bimbetti mi fanno la rasa alle scarpe mentre schizzano veloci ed enormemente più colmi di gioia di vivere di me.. il mio sguardo vaga lento e falsamente indifferente attorno mentre il calore del sole scalda le mie giovani ossa..
la scorgo quando è a pochi metri dalla fermata, la gonna variopinta lunga e leggera, quasi trasparente in controluce, lascia intravedere le gambe snelle, il viso incorniciato dai capelli corvini è pallido dopo il lungo inverno del nordovest.. in pochi brevi passi raggiunge il muretto e vi si appoggia, anche lei di schiena, i suoi occhi vagano pigri fino a fermarsi nei miei, distolgo lo sguardo improvvisamente consapevole del fatto che ho continuato a fissarla senza rendermene conto, forse arrossisco anche un po'.. con la coda dell'occhio la vedo sorridere sorniona..
- ciao
la sento dire.. non mi volto, improvvisamente imbarazzato non saprei che risponderle, il semplice pensiero di restituirle il saluto mi paralizza.. così mi giro appena verso di lei e abbozzo un semisorriso silenzioso
- è molto che sei qui? quanto ci vorrà ancora prima che arrivi?
- non so..
mi trovo a rispondere, il mio sguardo si china sul polso nudo, non ho mai portato l'orologio, quasi a negare l'esistenza stessa del tempo che scorre sempre troppo veloce, senza darci la possibilità di fermare mai nulla..
- aspetteremo
afferma lei avvicinandosi ulteriormente, mettendosi decisa al mio fianco, sfiorandomi..
e aspettiamo ancora qualche minuto in silenzio, fino a quando l'autobus compare, si ferma e noi saliamo.. mi precede ipnotizzandomi con la danza dei suoi fianchi e del suo corpo sottile, si siede accanto a un finestrino, io stupidamente faccio per passare oltre ma lei aggancia i miei occhi con i suoi, la mano a dar pacche leggere sul sedile accanto al suo, così mi ci lascio scivolare e le siedo a fianco mentre lei inizia a parlare e parlare.. e parlare..
di cosa non so bene, ricordo perfettamente il suono della sua voce, le sue espressioni, quel gesto distratto di scostare una ciocca di capelli dagli occhi, quegli occhi incredibili color acquamarina, quegli sguardi di sguincio a studiarmi, quelli diretti a sollecitare la mia partecipazione..
così attacco a parlare anch'io e ancora una volta non so di cosa, non ne ho memoria alcuna.. so però che lei parla di sè, mi racconta di cose che ha fatto, posti che ha visto, progetti futuri.. e ancora una volta non trovo le parole e mi limito a tacere guardandola, godendo semplicemente della sua presenza e della sua attenzione..
poi in una pausa, una di quelle piccole bolle di silenzio che si dilatano in qualsiasi conversazione, lei avvicina il viso al mio e mi scruta attentamente..
- io disegno, a volte dipingo, anche.. lo sai che sei carino? hai un'aria imbarazzata e insicura che è una meraviglia, che ne dici se ti faccio il ritratto?
e la sua mano si solleva, le sue dita sfiorano la mia tempia, scendono lungo la mandibola a fermarsi sotto al mento, farmi voltare da un lato, poi dall'altro.. io abbozzo, la lascio fare e arrossisco sicuramente visto che lei sorride e..
- sei arrossito! non ci credo, sei arrossito, che bello! ti imbarazzi e arrossisci per un piccolo complimento, ma quanti anni hai?
così scopriamo di avere la stessa età e lei ride, sembra felice per questa coincidenza..
- e come ti chiami me lo dici o è un segreto?
- maldestro, mal per gli amici
- monica, moni per gli amici, piacere
e continua a ridere, divertita dalla situazione e dal mio imbarazzo.. la sua mano torna al mio viso, ripete i gesti di prima.. finalmente mi scuoto e gliela afferro.. la trattengo mentre lei sembra non farci caso e continua a parlare..
e i suoi occhi mi catturano l'anima ed è con un senso di ribellione, finalmente, che le dico interrompendola..
- tu non puoi fare così sai?
mi guarda improvvisamente smarrita, scuote appena la testa senza capire e io vorrei poterle dire no, non puoi metterti a parlare con me così, a una fermata qualsiasi di questa primavera luminosa e inutile, prendere l'autobus e volermi accanto a te e raccontarmi tutte quelle cose della tua vita, toccarmi, sfiorarmi, farmi sentire il tuo calore, l'odore del tuo respiro, la carezza della tua voce, il tuo nome, il tuo modo di parlare e sorridere e ridere con quelle fossette fetenti sulle gance.. non puoi entrare nella mia vita improvvisamente e farmi innamorare di te per l'eternità..
ma riesco solo a dirle..
- così mi farai innamorare di te, davvero vuoi farmi questo?
e a sorriderle pieno di insicurezze montanti mentre lo dico..
e lei scoppia a ridere ancora.. e il volto le si illumina ancora.. e poi guarda fuori dal finestrino e si alza velocissima, mi scavalca e suona per la fermata..
- io scendo qui, tu?
e io faccio la cosa di cui mi pentirò per il resto dei miei giorni, le dico la verità..
- no, la mia fermata è più in là..
e non accenno nemmeno ad alzarmi mentre quell'ombra appena percettibile di delusione le percorre il volto per un istante brevissimo che mi accompagnerà in eterno..
l'autobus si ferma, lei mi manda un bacio leggero soffiandolo dalle punte delle dita, si volta e scende uscendo per sempre dalla mia vita..
l'autobus riparte e io guardo dal finestrino ma non vedo nulla, la primavera attorno a me impazza nuovamente invisibile..
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veramente sarei fuxia |
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ninja

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Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Perugia Messaggi: 1359 Registrato dal: 11 Nov 2003
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Guarda mal,che il mio vocabolario
per i complimenti e' quasi esaurito !!!
Se continui cosi',dovro' studiarmi un po
di sinonimi per non ripetermi.
FANTASTICO !!!!
Aoicciao alla prossima
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Maldestro

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Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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vabe' dai.. sono solo storie..
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veramente sarei fuxia |
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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quando mi sono separato, nel lontano 1988, ho avuto un periodo piuttosto mosso, ho abbandonato un posto d'oro (responsabile servizi esterni in una finanziaria, mai fatto un lavoro più di merda con tutto che guadagnavo quattrini a palate), come amava ricordarmi la mia ex moglie, per andare a fare il carpentiere in ferro (durato poco, fare fatica è faticoso), ho comprato una opel kadett di terza o quarta mano, con una ventina d'anni sul groppone e color verde pisello che mi piaceva da impazzire e che ho battezzato il baccello (la macchina e tutto il resto se l'era tenuta mia moglie e comunque a me non era mai piaciuta), sono tornato a vivere con i miei (per pochissimo tempo), ma soprattutto ho ricominciato a girare fisso col rino, ad andare in discoteca, a sconvolgermi quotidianamente e (finalmente) a scopare regolarmente..
eravamo al saltincielo quando abbiamo conosciuto 'ste due tipe, lorena e miranda si chiamavano, di una ricordo anche il cognome, o meglio "i cognomi", che era una roba tipo vien dal mare, mi capirete se non scrivo com'era veramente.. lorena era piccolina, miranda una stangona, entrambe parecchio fighe, eleganti, con una discreta puzza sotto al naso e chiaramente piene di soldi.. insomma per farla breve ero appena riuscito a mettere la lingua in bocca alla lorena quando devono scappare che pareva gli scadesse la carrozza per ritrasformarsi in zucca, bontà loro ci lasciano i numeri di telefono così la sera dopo il rino chiama la spilungona e ci scopriamo invitati a una festa..
in men che non si dica ci tappiamo, montiamo sull'opel kadett verde pisello e partiamo trulli trulli e già mezzi sbronzi dopo la tappa d'obbligo al bar.. dal tutto città scopriamo che il posto è in una strada arrampicata sulla collina, proprio sotto al colle della maddalena, strada facendo ci fermiamo diverse volte a chiedere indicazioni in qualche bar, approfittandone per aumentare la dose di alcol in corpo, così che quando finalmente imbocco la via giusta, in due non ne facciamo uno sano..
sfilo lento guardando i numeri e il rino mi rifila una delle sue pacche sul braccio..
- è qui, ferma ferma - mi strilla..
guardo il numero, guardo il rino, guardo l'immenso cancello e l'incredibile villa ottocentesca in fondo al vialetto d'accesso, riguardo il rino..
- sicuro che sia qui? - gli faccio un po' titubante
- il numero è quello.. - risponde lui indeciso anzicheno..
il cancello è aperto così ci infiliamo dentro con tutta la macchina e percorriamo quei 100/200 metri fino all'ingresso, lo spiazzo è pieno di macchine parcheggiate, ci sono porsche, jaguar, spiderini, bmw.. piazzo il baccello fra un jaguar e una maserati e scendiamo con estrema non chalance, passo dinoccolato e atteggiamenti da rock star.. il rino, con i capelli lunghi e dritti fino alle spalle e nerineri, sembra l'indiano pazzo di "qualcuno volò sul nido del cuculo", ha anche la stessa mole.. io, che da quando me ne sono andato di casa ho preso l'abitudine di tagliarmi i capelli da solo davanti allo specchio, sembro pazzo e basta.. saliamo i pochi gradini che ci separano dalla porta d'ingresso e suoniamo..
viene ad aprirci una specie di nerd sulla trentina, vagamente bolso, dal suo sguardo capiamo subito che abbiamo fatto colpo, ci squadra infatti senza aprir bocca per un po', probabilmente sta cercando di capire se ci deve indicare l'ingresso di servizio o cosa, così lo precediamo e il rino gli spiega che ci hanno invitati la lorena e la miranda.. entriamo e il tipo ci fa strada per vari corridoi fino ad una sala grande quanto una palestra, piena zeppa di altri nerds come quello che ci ha aperto.. la lorena e la miranda ci vengono incontro fighe come le ricordavamo e questo contribuisce a ritirarci su di morale che a quel punto ne abbiamo giusto bisogno..
ci presentano il padrone di casa che è l'ennesimo nerd sulla trentina, si chiama alberto ma tutti lo chiamano albi e noi ci adeguiamo volentieri, la lorena poi mi agguanta sottobraccio e mi pilota in qua e in là presentandomi al resto della bella compagnia mentre il rino e la miranda ci stanno alle costole.. riesco a farmi pilotare fino al mobile bar, che non sfigurerebbe in un grand hotel, e mi faccio servire da bere dal cameriere ossequioso che ci sta dietro.. la serata avanza, io mi siedo nei paraggi del bar con la lorena che è decisamente uno schianto infilata a forza com'è in un vestitino cortissimo e attillatissimo.. il rino e la miranda dopo poco spariscono.. io continuo a bere e a chiacchierare con la lorena e qualche suo amico di passaggio..
arriva albi che mi chiede amabile cosa faccio di bello nella vita, gli spiego che mi sono preso un po' di tempo per guardarmi attorno, che il mondo dell'alta finanza me l'ha sinceramente sfracicate e che molto probabilmente io e il rino partiremo presto per andare a girare un documentario sugli indios nella foresta amazzonica sponsorizzato dall'università di torino, albi mi guarda perplesso, cerca di capire se lo prendo per il culo ma la mia espressione è serissima, la lorena mi si struscia addosso tutta contenta e lui abbozza un sorriso di circostanza e se ne va a portare le sue domande tendenziose altrove..
- ma il rino e la tua amica dove saranno finiti? -
- boh, forse l'ha portato a vedere la casa, di sopra, non so.. -
- perchè non fai fare un giro panoramico anche a me? -
si alza e mi prende per mano, abbandoniamo la sala e torniamo nell'ingresso da cui parte una scala esageratamente larga che va ai piani superiori, in cima c'è un corridoio lunghissimo e io apro tutte le porte sbirciando stanza dopo stanza, arriviamo in un cesso dove ci sono due nerd che stanno trafficando con una lametta sul piano di marmo del lavabo, hanno un pacchettino di stagnola pieno di coca in cristalli dai riflessi rosa così ci facciamo anche un tiro prima di riprendere il giro panoramico.. all'ennesima porta mi ritrovo in una stanza appena più piccola delle altre, piena zeppa di lenzuola accatastate che sembra di essere finiti in una lavanderia.. così, con la coca che monta, tiro dentro la lorena, butto a terra un tot di lenzuola, spengo la luce e inizio a sbucciarla nella penombra..
quando torniamo di sotto troviamo tutti attorno a un megativvù che seguono in diretta l'inizio della guerra del golfo, i nerds sono eccitatissimi, probabilmente non si divertivano tanto davanti alla tele da quando l'italia ha vinto i mondiali qualche anno prima, osservano le vampate dei missili e dei razzi che partono e fanno un tifo sfacciato sperando con tutte le loro forze che ammazzino più irakeni cattivi possibile, manca poco facciano la ola..
albi è seduto in prima fila su una poltrona che sembra un trono, si volta attorno con aria complice e partecipe ammiccando e gesticolando fino a quando ci vede e si alza facendoci cenno di avvicinarci..
- visto cosa succede a chi osa sfidare la giustizia e il nuovo stato di diritto mondiale? - mi strilla a un palmo dal muso..
io annuisco vago che non ho molta voglia di discutere e mi volto per guadagnare il bar ma lui mi mette una mano sulla spalla e mi trattiene a forza..
- ora a quei quattro pezzenti di irakeni gli facciamo vedere chi siamo - urla, - gli facciamo un culo così a quell'assassino di saddam, vedrai se non ho ragione - ha la faccia tutta congestionata e l'alito che sa di menta, io inarco le sopracciglia con aria vagamente scettica e lui è pronto a fraintendere mentre lancia un'occhiata alla lorena al mio fianco, facendomi finalmente capire che è la gelosia a muoverlo, e riparte in un'altra tirata sulla potenza americana..
- cosa credi? che non siamo in grado di rompere il culo a quegli straccioni beduini armati con i residuati dell'esercito sovietico? -
e io fra la coca e l'alcol in circolo ne ho davvero le palle piene di lui e di tutta la combriccola di nerds..
- no - gli spiego, - quello che credo io è che TU non sia in grado di rompere il culo nemmeno a un bambino e se non mi togli le mani di dosso adesso ti ritrovi con le emorroidi penzolanti a un palmo da terra -.. e mentre osservo l'espressione del suo viso passare dall'eccitato allo stupito all'indignato allo spaventato gli piazzo le mani sul petto e spingo con tutta la forza che mi è rimasta in corpo nonostante l'alcol e la coca e l'ora e la scopata con la lorena, facendolo finire lungo disteso con uno sguardo talmente sorpreso e offeso che quasi mi fa sentire in colpa.. rimango fermo aspettando che si rialzi ma lui rimane giù fino a quando qualche nerd non si interpone e lo aiuta a tirarsi su e qualche altro mi si piazza di fronte e la lorena mi chiede se sono impazzito o cosa e anche lei mi guarda storto con un'espressione di orgoglio ferito e di indignazione pura che mi fa scoppiare a ridere e voltare giusto in tempo per vedere il rino che entra nella sala trascinandosi appresso la miranda..
- ce ne andiamo - gli dico passandogli davanti, - chiuditi la patta altrimenti prendi freddo al canarino - aggiungo a beneficio della miranda che arrossisce..
- canarino? - ruggisce lui, - ciò un condor pasa in mezzo alle cosce altro che canarino, vero amore? - sogghigna rivolto alla spilungona che dal rosso passa al viola..
io uscendo dalla sala raccatto un posacenere di cristallo pesante come un armadio quattro stagioni e lo lancio a tutta forza verso albi che però si sposta così che centro in pieno il megaschermo alle sue spalle che esplode ponendo momentaneamente fine alla gloriosa guerra in diretta..
- e vaffanculo tu e gli americani - urlo guadagnando la porta seguito dal rino che non ha capito un cazzo a parte che forse è meglio se leviamo le tende..
- perchè? che cazzo hanno fatto gli americani adesso? - mi chiede mentre montiamo in macchina, - devi smetterla di prendertela con gli americani sai, se non fosse per loro non ci sarebbe la coca cola sai, e a proposito di coca aspetta un attimo.. -
scende e strappa lo specchietto laterale dal jaguar facendo partire all'impazzata l'antifurto, rimonta veloce in macchina e sgommiamo fuori dal cancello rituffandoci verso torino a rotta di collo..
- cazzo l'hai preso a fare quello? - gli chiedo indicando lo specchietto del jaguar..
lui sogghigna..
- guarda cos'ho trovato in un cesso - mi dice pescando nella tasca della giacca un involto di stagnola..
- ci saranno almeno cinque grammi qui, e di quella rosa poi.. si trattano bene quei nerds del cazzo, vorrei proprio vedere la faccia che farà il tipo che l'ha dimenticato la prossima volta che gli verrà voglia di farsi una pista.. ahr ahr ahr.. - sghignazza tutto felice e inizia subito a preparare un paio di piste sull'ex specchietto del jaguar.. - c'era pure la lametta ma non lo specchio e così.. -
- così hai pensato bene di procurartene uno - concludo io
rimaniamo zitti un po', lui tira, accosto e mi fermo, tiro anch'io.. ripartiamo..
- e la miranda? - gli chiedo..
- una bella passera stretta, la prossima volta ti ci faccio fare un giro -
- dubito che ci sarà una prossima volta -
mai parole furono più profetiche.
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veramente sarei fuxia |
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.:: INTERESSANTE IN RETE ::.
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Zephyr

 .: Utente :.
    
Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Udine Messaggi: 13119 Registrato dal: 06 Dec 2003
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sempre belle storie ,complimenti
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lupabionda

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Roma Messaggi: 53 Registrato dal: 18 Oct 2006
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Che bello trovare persone che hanno storie da raccontare. Si capisce che sei una persona profonda, complimenti!
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non sono niente, non posso volere d'essere niente, non sarò mai niente, ma ho in me tutti i sogni del mondo... (Pessoa) |
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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A volte faccio strani sogni nelle calde notti estive..
sono all'estremità di un lungo corridoio buio, una fioca luce lunare entra da aperture molto strette e molto in alto sul soffitto, le pareti sono di pietra viva, tutto il corridoio è avvolto nell'ombra..
ai lati del corridoio ci sono porte disposte a intervalli regolari, io avanzo provandole tutte, la maggior parte sono chiuse a chiave e per quanti sforzi faccia non riesco ad aprirle..
alcune si aprono invece, rivelando stanze polverose, l'aria che si respira all’interno ha il sapore dei secoli, le pareti sono fredde al tatto, inquietanti fruscii salgono dagli angoli immersi in pozze di oscurità..
in una trovo letti a castello contro i muri, uno scrittoio in un angolo, tende alle pareti..
in un'altra un grande camino pieno di ceneri, un grosso spiedo arrugginito, due alari rovesciati, un lungo tavolo massiccio spaccato in due..
in un'altra ancora anelli e catene alle pareti, attrezzi da tortura, un braciere, tenaglie e pinze..
quella successiva contiene un grande letto a baldacchino, molto alto, provo a sedermici ed è morbidissimo, i cuscini soffici come nuvole, la tenda che lo avvolge è di seta riccamente ricamata..
in una c’è un focolare annerito dal fumo e dal tempo, una tavola, alcune sedie, sulla tavola del pane raffermo.. ne mangio un pezzo, a terra in un angolo una bottiglia che contiene ancora un po' di vino rosso, lo annuso.. ne bevo un lungo sorso..
continuo a camminare nel corridoio, le porte ai miei fianchi sono infinite, i miei occhi si sono abituati al buio come quelli di un gatto, i fruscii non mi intimoriscono più, comincio a sentire gli odori in un modo intenso come mai prima nella vita.. forse quel pane, forse quel vino.. i suoni più lievi sono diventati nitidi come flash nel buio, gli odori tracce fisiche da seguire, i contorni delle cose nella penombra sono netti come scolpiti dalla mano di un'artista..
continuo ad avanzare nell’oscurità, nella polvere densa di odori e sapori affascinanti.. cammino per quelle che mi sembrano ore.. ad un tratto mi fermo.. di colpo.. annuso l’aria e mi sommerge il tuo odore.. mi rendo conto che lo cerco da ore..
il tuo odore.. sei qua.. da qualche parte nel dedalo di corridoi che ora si aprono tutt'intorno a me.. comincio a cercarti.. seguendo le tracce del tuo passaggio, tendendo le orecchie al fruscio dei tuoi passi, le narici all’aria che hai respirato, a volte ti perdo ma l'istinto guida i miei passi quando non ti sento e non ti fiuto più..
i rumori e l'odore sono sempre più intensi ora..
mi sto avvicinando.. puoi sentirmi? sono vicino adesso, vicinissimo, sento i tuoi passi dietro l'angolo.. ti blocchi.. forse mi hai sentito anche tu, forse hai solo avvertito la mia presenza.. percorro i pochi metri che mi separano dalla svolta, la supero e ti vedo, stai correndo, ti volti e intravedi un movimento nel buio..
corri a perdifiato adesso.. io ti seguo lento e sicuro, so che non hai scampo, non c'è via di fuga in questo labirinto, sparisci dietro un'altra delle svolte e improvvisamente non ti sento più.. annuso l'aria.. avanzo lentamente fino a fermarmi di fronte a una porta in legno massiccio scurito dagli anni..
sei li dentro.. lo so.. ti sento.. assaporo il tuo odore.. l’odore della paura.. spingo con decisione la porta che si spalanca.. la stanza è di nuda roccia levigata.. corde pendono dal soffitto.. la luce della luna filtra da una finestrella in alto e a quella luce ti vedo.. impietrita dal terrore.. schiacciata in un angolo.. con le spalle al muro..
come ti volevo..
così avanzo nella stanza e quando la porta si chiude con un tonfo alle mie spalle mi accorgo con sgomento che non sono i tuoi occhi a lanciare i bagliori che intravedo sul tuo viso.. ma le tue zanne..
a volte faccio strani sogni nelle calde notti estive..
a volte mi sveglio urlando
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veramente sarei fuxia |
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Maldestro

 .: Utente :.

Sesso:  Stato: OFFLINE Località: Non specificato Messaggi: 71 Registrato dal: 31 Jul 2006
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| lupabionda ha scritto: | | Che bello trovare persone che hanno storie da raccontare. Si capisce che sei una persona profonda, complimenti! |
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grazie, sono lieto che le mie storie ti siano piaciute..
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veramente sarei fuxia |
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